L'archivio del Fumetto d'Alta Quota Paolo Cossi

L’Archivio

Fruizione

L’Archivio del Fumetto d’Alta Quota PAOLO COSSI offre una vasta scelta di albi a fumetti, italiani ed esteri per tutte le età.

I libri possono essere letti all’interno della sede.
Non si effettua servizio di prestito.

Si offre la possibilità, per i giovani appassionati, di poter avere consigli da parte di fumettisti professionisti.

L’Archivio del fumetto di Andreis nasce da un sogno coltivato da anni: creare un luogo di incontro, di scambio, di arte attorno al fumetto.
Un luogo che avesse casa in un ambiente naturale, protetto, suggestivo… in poche parole magico.
Per questo la scelta è stata quella delle Dolomiti Friulane.
A questo sogno moltissime persone hanno partecipato regalandoci i loro libri, donazioni che continuano ad arrivare giorno dopo giorno e che si aggiungono.

Oggi negli scaffali dell’Archivio si può trovare una ricca varietà di fumetti: oltre 6000 tra riviste, graphic novel, serie popolari, edizioni speciali e anche volumi in varie lingue straniere.

Ma l’Archivio non è solo questo, è anche un luogo d’incontro, per fermarsi a disegnare, a visitare mostre, vedere spettacoli, partecipare a corsi e laboratori tematici o semplicemente a fare quattro passi per i bellissimi sentieri del Parco Naturale.

Storia

l’Archivio d’Alta Quota Paolo Cossi nasce nel 2016 ad Andreis

Chi è Màcheri?

La nostra mascotte

Màcheri è un bambolotto di legno, una maschera fatta con una semplice corteccia di legno con due buchi al posto degli occhi.
Questo personaggio si ispira ad una poesia dal titolo omonimo scritta dal grande poeta Andreano Federico Tavan (1949 – 2013).
La figura di questo burattino è legata agli anni dell’infanzia, al sogno e alla fantasia.
Un ideale che rappresenta a pieno il nostro spirito, proprio per questo il personaggio di Màcheri è diventato, sotto forma di fumetto, la nostra mascotte.

Màcheri

Federico Tavan

Ce tant ben che ‘i ài volût
al pì biel regal ch’ a m’a fat gno nonu:
una brea de cinquanta scheis
cun doi bûs par ch’i semièe doi vuoe.
Un pimpinot de legn
ch’a no’l costava nua.
Jo e na mê cusina
l’aven batiât sot ‘na fontana.
Màcheri l’aven clamât.
Lu portiàn sempre a spas
e cuan che a je doleva la panza
je faziàn impacus,
je diàn la camomilla
lu faziàn gumitâ cun dô paches su la schena.
Ce tant ben a chiel prim amic de zoucs,
forse l’unicu.
Màcheri, al timp al pasa par duc.

Quanto bene ho voluto al più bel regalo che mi ha fatto mio nonno: un pezzo di legno di cinquanta centimetri con due fori perché sembrassero due occhi. Un bambolotto di legno che non costava nulla. Io e mia cugina l’abbiamo battezzato ad una fontana. Macheri lo abbiamo chiamato. Lo portavamo sempre a spasso e quando aveva il mal di pancia gli facevamo impacchi, gli davamo la camomilla, lo facevamo vomitare con due pacche sulla schiena. Quanto bene a quel primo amico di giochi, forse l’unico. Macheri, il tempo passa per tutti.